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Visita
alla Riserva naturale Orientata La Fagiana
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Parco
Ticino |
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L’area
è interessante per la presenza di un bosco ultimo rappresentante dell’antica
foresta planiziale. Il fiume con il suo divagare ci ricorda invece che la natura
non può essere imbrigliata.
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Visita
all'area naturalistica La Zelata Motta Visconti
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Parco
Ticino |
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L'itinerario permette di attraversare alcuni degli
ambienti tipici del parco: zone agricole coltivate, terrazzi fluviali,
pioppeti industriali, resti del bosco planiziale. Procedendo verso Motta
Visconti sarà
ancora possibile osservare gli effetti devastanti della grande piena
dell'ottobre 2000, costeggiando un tratto del Ticino con forti correnti, per poi
passare alla tranquilla immobilità della lanca. |
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| Visita
alla Pineta del Vigano-Golasecca |
Parco
Ticino |
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La pineta del Vigano si estende sulla sommità di una morena glaciale
tra il comune di Golasecca e quello di Coarezza. Utilizzata nel secolo scorso per la produzione di legname e
resina ora il bosco si sta lentamente ricostituendo spontaneamente e vi si
trovano numerosissimi esemplari disetanei di pino silvestre.
Tra il
folto del bosco numerosi massi erratici di serpentinite affiorano dal terreno e
vennero utilizzati nel neolitico per fabbricare utensili levigati. Il masso
erratico più grande, usato probabilmente come luogo di culto dalle antiche
popolazioni locali (civiltà di Golasecca) porta sulla superficie evidenti e
numerose incisioni.
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| Visita
al Monsorino |
Parco
Ticino |
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A
Golasecca è presente la necropoli del Monsorino. Lungo le sponde settentrionali
del Ticino si stabilì dal neolitico fino all’età del ferro una popolazione
di origine celto-ligure. Il Monsorino era un’area sacra destinata al culto dei
morti che venivano cremati e sepolti in tombe singole o familiari, costituite da
cumuli con recinzioni circolari, dotate di ingresso o allineamento per la
cerimonia, chiamati cromlech.
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Visita alla presa del Panperduto
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Parco
Ticino |
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L'acqua
come fonte rinnovabile di energia: passato e presente del suo sfruttamento.
Tutela e conservazione dell'ambiente naturale. L'uscita permetterà di
comprendere come è cambiato nel corso dei secoli il ruolo e l'importanza dei
fiumi del proprio territorio, risorsa importante per lo sviluppo delle
differenti attività umane. Visita all'opera di presa del canale Villoresi.
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| Visita
al Mulino di Peregallo |
Briosco |
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Mulino
del 1400 che verrà per l'occasione rimesso in funzione per mostrare la
sua attività e il funzionamento delle chiuse. Visita alle briglie sul
fiume. |

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| Il
fiume Adda e l'opera dell'uomo |
Parco
Adda |
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Anche sull’Adda l’indiscussa protagonista nei
secoli è stata e lo è tutt’oggi l’acqua. Grazie a questo prezioso elemento
si sono potute sviluppare le attività agricole ed artigianali e in tempi più
recenti il suo sfruttamento ha permesso la produzione di energia pulita. La
partenza è dal centro abitato di Brivio, piccolo paese la cui storia e
sviluppo economico sono sempre stati strettamente legati alla presenza
del fiume. Il percorso lungo l’alzaia si
snoda sempre verso sud fino a raggiungere Imbersago, in località "traghetto".
È un itinerario ricco: il fiume, il bosco, lo stagno e l'intervento
dell'uomo. Il fiume in questo tratto
scorre lento e forma stagni, canneti e zone umide ricche di vegetazione
e di fauna.
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| Centrale
di Carona-Lago Marcio-Lago delle Casere |
Orobie |
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La
Centrale idroelettrica di Carona è entrata in servizio nel 1924 ed è
costituita da due edifici austeri con elementi architettonici
classicheggianti. La produzione media annua è sufficiente al fabbisogno
di circa 35.000 famiglie.
Percorso
escursionistico che consente di scoprire caratteristiche e funzionamento
degli impianti di produzione idroelettrica ubicati in zone di pregio
naturalistico. Per raggiungere le dighe del Lago Marcio e del Lago delle
Casere si devono prevedere circa 2 ore di cammino.
Periodo
delle visite: fine aprile-maggio.
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